Progettazione e ristrutturazione edifici pubblici: Criteri Ambientali Minimi

Progettazione e ristrutturazione edifici pubblici: Criteri Ambientali Minimi

Con il DM dell’11 ottobre 2017, entrato in vigore lo scorso 7 novembre dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Ambiente chiarisce alcuni punti, chiamati i “Criteri Ambientali Minimi” o CAM, che devono essere rispettati dalle stazioni appaltanti quando si affidano lavori di progettazione, costruzione o ristrutturazione di edifici pubblici. In primo luogo, deve essere valutata la capacità tecnica dei progettisti. I professionisti infatti devono necessariamente essere “accreditati”, dunque devono aver superato uno specifico esame di accreditamento in organismi nazionali o internazionali conformi secondo la normativa ISO/IEC 17024.

Le diagnosi energetiche possono inoltre essere eseguite unicamente da due categorie professionali, ovvero gli Esperti di Gestione dell’Energia e gli Auditor energetico certificati. Nei bandi devono essere previste inoltre delle premialità per le ditte che utilizzano materiali riciclati post-costumo, quindi che derivano dal recupero di scarti o dal disassemblaggio di prodotti più complessi.

L'articolo è scritto da:

Michela Meloni
Michela Meloni 606 posts

Michela Meloni si occupa di editoria (LaPiccolaVolante Ed.), comunicazione pubblicitaria e redazione di articoli web oriented. Ha una laurea specialistica in editoria, giornalismo e nuovi media. Collabora con diverse web agency e scrive di libri sul sito Mangialibri.com.

Potrebbe interessarti anche:

Normative

Approvato dalla Camera il DDL sulla Concorrenza

Chiesto da più parti e da diversi ordini professionali, è stata recentemente approvato dalla Camera dei Deputati il Disegno di Legge sul Mercato e la Concorrenza, che ora dovrà seguire

Normative

L’edilizia nel nuovo Decreto Fiscale 2018

Il Governo ha recentemente approvato il nuovo Decreto Fiscale che andrà a integrare la Legge di Bilancio 2018. Fra le novità più importanti nel campo dell’edilizia, oltre alle nuove regole

Normative

Codice dei Contratti non conforme alle Direttive UE

Il nuovo Codice dei Contratti si scontra con le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE e proprio per questo motivo la Commissione Europea ha inviato all’Italia delle lettere di costituzione in