Disegno di legge sull’equo compenso
La bozza legislativa sull’equo compenso, ovvero il compenso che è commisurato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto da un professionista in possesso di partita iva è ora al vaglio della Commissione Lavoro del Senato. All’audizione ha partecipato il Comitato ordini e collegi professionali. La legge è fatta a tutela non solo dei professionisti, il cui futuro lavorativo è sempre più preda di incertezza e flutuazioni economiche, ma anche dei cittadini che potranno essere garantiti sull’esecuzione di un lavoro professionale, rendendo nulli tutti i patti in cui il compenso sia dichiarato manifestamente sproporzionato all’opera realizzata.
Il Ddl dovrebbe anche scoraggiare la corsa al ribasso, una pratica abbastanza diffusa nel nostro Paese secondo cui si cerca di proporsi a quanti più clienti possibili promettendo la realizzazione di lavori o la prestazione di servizi a costi inferiori a quelli stabiliti dalle tabelle ufficiali dei professionisti iscritti agli albi. Non tutti i lavori a basso costo saranno dichiarati nulli, ma solo quelli che abbiano due vizi, ovvero eccessivo squilibrio contrattuale e compensi inferiori ai minimi stabiliti per la liquidazione. La nuova legge sarà pubblicata per proteggere ordini professionali, lavoratori autonomi e cittadini, non certo per mettere in crisi la libera concorrenza.
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