Nuovo Testo Unico su terre e rocce da scavo
1510 Views

Nuovo Testo Unico su terre e rocce da scavo

Il nuovo Testo Unico su terre e rocce da scavo è passato al vaglio del Consiglio dei Ministri e contiene importanti novità, in particolare sul riuso dello smarino e dei detriti di costruzione. In particolare, si è modificato il limite alla quantità di amianto che prima delle nuove norme poteva essere contenuto nei detriti riutilizzabili, ovvero la percentuale di 100 mg ogni chilo di materiale. Secondo il legislatore infatti questa restrizione era troppo rigida e creava diversi problemi così si è deciso di applicare la regola del testo unico per l’ambiente che invece prevede la restrizione nella percentuale di 1000 mg ogni chilo.

Il provvedimento si inserisce nella serie di norme relative al decreto definito Sblocca Italia e, oltre che allo smarino e all’amianto, impone nuove regole anche sulla possibilità di effettuare controlli a campione sui siti che contengono detriti di lavorazione e importanti semplificazioni sull’istituto del deposito temporaneo.

L'articolo è scritto da:

Michela Meloni
Michela Meloni 637 posts

Michela Meloni si occupa di editoria (LaPiccolaVolante Ed.), comunicazione pubblicitaria e redazione di articoli web oriented. Ha una laurea specialistica in editoria, giornalismo e nuovi media. Collabora con diverse web agency e scrive di libri sul sito Mangialibri.com.

Potrebbe interessarti anche:

Attualità

Un decreto per far ripartire le imprese dopo il terremoto

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che consentirà alle imprese che hanno sede operativa nelle zone colpite dal sisma di ripartire in maniera più rapida, con meno fermi

Attualità

Disegno di legge sull’equo compenso

La bozza legislativa sull’equo compenso, ovvero il compenso che è commisurato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto da un professionista in possesso di partita iva è ora al

Attualità

Inarcassa: crediti per oltre 800 milioni di euro

La cassa previdenziale di architetti e ingegneri, Inarcassa, comunica che dai controlli è emerso che per quanto riguarda l’anno 2018 oltre 50 mila professionisti iscritti sarebbero inadempienti nei confronti degli