I big dell’edilizia stritolati dalla crisi
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I big dell’edilizia stritolati dalla crisi

La crisi nel settore edile, in particolare i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione per le grandi opere pubbliche, ha messo in ginocchio quattro fra le dieci più grandi aziende nel settore in Italia. Ci riferiamo a Astaldi, Condotte, Cmc Ravenna, Trevi. Il blocco dei cantieri ha portato le aziende ad ampliare i loro orizzonti e prendere molti lavori, oltre l’80% del fatturato, all’Estero: il problema è che spesso i Paesi in cui si opera sono considerati “difficili” o comunque vessati da crisi politiche ed economiche, come per esempio il Venezuela, la Turchia o l’Algeria.

Queste aziende, prima che sopraggiungesse la forte crisi nel 2017, erano forti di commesse miliardarie, ma anche di altrettanti debiti verso banche, fornitori e professionisti che i ritardi di pagamento della PA hanno esacerbato fino ad arrivare all’odierno punto di rottura. Condotte è ora in amministrazione straordinaria, nonostante avesse un miliardo di crediti verso la pubblica amministrazione. Sono 28 le grandi opere che versano nella condizione di blocco, per un totale di 33 miliardi di euro. Una situazione preoccupante che riguarda non solo i big, ma anche le imprese medie e piccole operanti nel settore dal momento che sono oltre 550 i cantieri medi e piccoli bloccati.

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Michela Meloni
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Michela Meloni si occupa di editoria (LaPiccolaVolante Ed.), comunicazione pubblicitaria e redazione di articoli web oriented. Ha una laurea specialistica in editoria, giornalismo e nuovi media. Collabora con diverse web agency e scrive di libri sul sito Mangialibri.com.

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