Nuova app Ispra per il consumo del suolo

Nuova app Ispra per il consumo del suolo

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Ispra ha recentemente sviluppato un’utile App per smartphone che consente a chiunque di verificare il consumo del suolo, pur senza far parte degli addetti ai lavori del Sistema nazionale per la protezione. L’Ispra infatti fin dal 2014 porta avanti un progetto di segnalazione alternativa dedicato a tutte quelle aree in cui la trasformazione del territorio sta provocando evidente o presunto consumo del suolo.
La nuova app funziona tramite il segnale GPS dello smartphone, quindi funziona soltanto se è inserita nel dispositivo la geolocalizzazione. A quel punto sarà possibile inserire le proprie foto e farle inserire nella cartografia, per avvisare Ispra della situazione percepita del consumo del suolo. Oltre a questa app, grazie al progetto Life Sam4cp che si occupa di modelli di gestione del suolo per il bene pubblico, così come definito dalle direttive UE, è possibile conoscere quali conseguenze ha il consumo di suolo su determinate tipologie di terreni e territori, per una gestione del suolo più consapevole.

Previous Pubblica Amministrazione, no all’assegnazione diretta per beni e servizi infungibili
Next Inps contro gli evasori negli appalti

About author

You might also like

Ambiente

Una nuova edilizia contro l’erosione costiera

Il Ministero per l’Ambiente e il Territorio ha avviato pochi giorni fa un Tavolo Nazionale per discutere e avviare dei piani per la protezione del territorio costiero. Secondo il ministro

Ambiente

Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti

Con la soppressione del Sistri dal 1° gennaio 2019 il Ministero dell’Ambiente ha contemporaneamente attivato un nuovo  Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti che verrà gestito direttamente dal

Ambiente

Il boom dell’economia verde

Secondo le stime diramate da Studio Censis e Confcooperative la green economy è uno dei settori in maggiore crescita in Italia, e già oggi equivale a più del 2% del