SERRA BIOCLIMATICA: La nuova frontiera della Ecoedilizia
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SERRA BIOCLIMATICA: La nuova frontiera della Ecoedilizia

È uno spazio realizzato in vetro o con materiali plastici trasparenti integrati o addossato a un edificio, utile a raccogliere e conservare la luce e il calore del Sole. La loro realizzazione permette di aumentare lo spazio abitabile di un immobile che non viene calcolato nel conteggio dei volumi abitativi, purché rispetti le normative comunali e/o regionali.

L’obiettivo è arrivare a una riduzione della bolletta di almeno il 10% per il riscaldamento domestico attraverso lo sfruttamento passivo della radiazione solare. Attraverso la regolazione manuale delle aperture, la serra può diventare uno spazio relax o dedicato all’agricoltura domestica. È infatti dotata di un sistema di monitoraggio microclimatico che serve a misurare temperatura, umidità e radiazione solare.

L’ ENEA – Dipartimento Unità Efficienza Energetica, spiega come le serre bioclimatiche possono migliorare la prestazione energetica e accrescere il valore degli immobili. Nel caso specifico, la serra bioclimatica, di tipo connettivo istallata sul terrazzo,  favorisce lo scambio d’aria attraverso una finestratura che divide la serra dall’ambiente interno; questa viene aperta per incanalare all’interno dell’abitazione l’aria calda raccolta durante il giorno.

L’Enea ha chiarito che grazie a questo tipo di intervento è possibile usufruire dell’ecobonus, con percentuali di detrazioni fiscali fino al 65% sui costi di realizzazione della serra. 

Per poter  qualificarsi come “Serra Bioclimatica”, la struttura deve soddisfare requisiti variabili che cambiano in base alla zona geografica:
– non deve essere riscaldata dal sistema di climatizzazione dell’edificio o della casa da cui è supportata;
– deve essere orientata nell’arco tra sud-est e sud-ovest;
– la superficie vetrata deve prevalere almeno per il 70%  sulla superficie totale;
– deve dimostrare, attraverso calcoli energetici eseguiti dal progettista, la capacita’ di ridurre il fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale almeno del 10%, attraverso lo sfruttamento passivo e/o attivo dell’energia solare;
– deve potersi aprire per una superficie pari ad almeno un terzo dell’involucro solare e dotata di schermature e/o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, in modo da ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo;
– il volume lordo della serra non può superare il 10% del volume riscaldato dell’edificio (variabile fino al 20%);
– deve essere dotata di sistemi di ombreggiamento estivi e finestre apribili per consentire la ventilazione naturale nei periodi estivo/invernale;
– la destinazione funzionale non deve determinare la nascita di una nuova stanza a causa della presenza continua di persone (in pratica non deve essere legalmente stabilito come luogo di vita e/o di lavoro);
– deve garantire un guadagno energetico (cioè la differenza tra energia dispersa in assenza del sistema bioclimatico e quella dispersa in presenza del sistema) durante la stagione invernale di almeno il 20% rispetto alla soluzione priva di energia solare (variabile tra il 5% e il 25%).  

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