Scattano nuovi controlli sulle partite iva
L’Agenzia delle Entrate intensificherà nel 2018 i controlli fiscali per le partite iva. Un primo campanello d’allarme che farà scattare maggiori controlli sarà il gap fra uscite ed entrate. Se le fatture per forniture e acquisti infatti superano del 20% le entrate verranno disposti maggiori controlli, fino a toccare circa un miliardo e mezzo di fatture controllate, secondo le stime. Per il controllo, uno dei mezzi principe sarà il Reddittometro per la verifica di coerenza fra le spese registrate e la dichiarazione dei redditi di ciascun titolare di partita iva. Se la coerenza non verrà verificata, o l’ADE riscontra delle incongruenze, il controllo fiscale sarà più approfondito.
L’Agenzia delle Entrate può controllare le partite iva non solo tramite la verifica del 730 e delle dichiarazioni dei redditi, ma anche con controlli relativi ai movimenti bancari, i conti corrente intestati e anche il flusso di contante. Le irregolarità saranno comunicate al titolare di PI dall’Agenzia delle Entrate attraverso la cosidetta “comunicazione di compliance”, che verrà recapitata tramite posta elettronica certificata. In questo modo il contribuente può sanare la sua posizione, o in caso di errori comunicare i dati corretti, per evitare sanzioni fiscali. Se il sospetto di irregolarità è confermato, l’ADE può recuperare immediatamente le somme evase tramite il link della procedura Serpico “Dati rilevanti Iva – Portale F&C”.
About author
You might also like
L’Anac potrà impugnare contratti illegittimi
Attraverso il suo presidente Raffaele Cantone, l’Anac fa sapere che potrà da ora in avanti impugnare gli atti di gara che sospetti illegittimi o sospetti davanti ai Giudici direttamente in
Deducibili le spese per formazione professionale
L’aggiornamento professionale sarà completamente deducibile per importi fino a 10 mila euro annuali, è questa una delle novità più interessante del recento Jobs Act Autonomi siglato di recente al Parlamento.
La manutenzione straordinaria non è edilizia libera
Il Consiglio di Stato e l’articolo 6 bis del nuovo Testo Unico per l’Edilizia chiariscono che gli interventi di manutenzione straordinaria non sono ascritte agli interventi di edilizia libera previsti